Tante le tematiche trattate nei due tavoli con un focus sulla riduzione della produzione dei rifiuti indifferenziati (RSU), sul ruolo che sta giocando il PNRR e sui casi pratici e virtuosi di Tivoli e Trento.

Riduzione degli impatti negativi sull’ambiente, diminuzione della produzione dei rifiuti a monte e di quelli indifferenziati conferiti in discariche e inceneritori. Sono alcuni dei temi trattati durante  il convegno “IL TERRITORIO VIRTUOSO CREA NUOVE RELAZIONI PER IL BENE COMUNE – Le Città ecologiche per Raccolta, Riciclo, Riduzione Rifiuti”, organizzato da ASA Tivoli SpA, Comune di Tivoli, Osservatorio per le Policy Transdisciplinari Internazionali (OsPTI), Fondazione Communia – Rete permanente per i beni comuni e dal Progetto de #LaNostraMadreTerra, che si è tenuto venerdì a Tivoli, presso le Scuderie Estensi. 

 

Ad aprire il primo tavolo di lavoro il giornalista vaticanista Fabio Zavattaro, direttore scientifico del Master in giornalismo della LUMSA di Roma che ha introdotto il tema passando poi la parola al sindaco di Tivoli Giuseppe Proietti, il quale ha portato i saluti della città. “Queste sono occasioni di incontro  importanti, grazie alle quali territori virtuosi si confrontano sul tema dell’ambiente facendo da sprone anche per altre città. Saper mantenere l’ambiente significa creare bellezza per un futuro, un mondo migliore, per le nuove generazioni”. Dopo il primo cittadino della Superba è intervenuta  Maria Siclari, Direttore Generale dell’ISPRA, fornendo numeri che evidenziano la differenza nella gestione dei rifiuti tra settentrione ed Italia centro-meridionale che va assolutamente colmata grazie a risorse come il PNRR, e portando ad esempio due eccellenze come Tivoli e Trento, che rappresentano due casi simbolo da studiare. “Il miglioramento della gestione dei rifiuti – prosegue la dottoressa Siclari – è individuato dal PNRR come uno strumento fondamentale per l’attuazione dell’economia circolare, attraverso un rafforzamento delle infrastrutture per la raccolta differenziata l’ammodernamento del sistema impiantistico di gestione, al fine di colmare il divario esistente tra Nord ed il Centro-Sud, a cui è destinato il 60% delle risorse complessive”. Le fa eco Pierpaolo Baretta, già Ministro delle Finanze, Assessore al Bilancio del Comune di Napoli e Presidente ReS, il quale ha illustrato cifre e problematiche riscontrate sul territorio partenopeo. “Il costo delle operazioni di gestione dei rifiuti a Napoli è di 250 milioni di euro, spalmati su 1 milione di abitanti. Di questi 170 sono relativi alla raccolta, mentre 80 riguardano lo smaltimento, i cosiddetti costi di trasporto. Questo ultimo costo, oltre a comportare un problema ambientale, diventa anche sociale perché viene scaricato nella TARI dei cittadini. Si sta creando un dibattito, ma al momento non vi è una strategia locale o nazionale riguardante il modo in cui debba chiudersi il ciclo dei rifiuti”. Un’idea, secondo Baretta, potrebbe essere quella, per i comuni limitrofi, di consorziarsi con la città metropolitana, cercando di tener conto della forte differenza che c’è tra le diverse aree della città e pensando, quindi, a tipologie di raccolta su misura”. A fare il punto sulla situazione occupazionale del settore Cesare Damiano già Ministro del Lavoro, Componente CDA Inail e Presidente Associazione Lavoro & Welfare. “L’Italia regala agli altri Paesi il suo oro sotto forma di rifiuti. Se solo fossimo capaci di ricavare dai nostri rifiuti le importanti risorse che realizzano le altre nazioni con le più avanzate tecnologie del trattamento e del riciclo, saremmo in grado di diminuire gli impatti ambientali ma soprattutto di generare ricchezza per i territori”.   

Il secondo tavolo, con i casi pratici, ha preso avvio con i saluti istituzionali dell’Assessore all’Ambiente del Comune di Tivoli Gianni Innocenti che ha delineato i tratti della gestione dei rifiuti a Tivoli tra peculiarità e problematiche e l’introduzione della moderatrice Cinzia Rossi, Presidente OsPTI, Tesoriere Fondazione Communia e Coordinatrice nazionale del Progetto #LaNostraMadreTerra, la quale ha esposto le similitudini tra Tivoli e Trento, i due casi pratici analizzati nel corso del convegno, ribadendo l’importanza di attivare relazioni di conoscenza e reciprocità tra territori virtuosi che possano contaminarne altri con le buone pratiche, tenendo conto ognuno della propria morfologia, del proprio carattere ambientale.  A seguire, l’intervento di Giorgio Baldessari  Responsabile dei Servizi di Dolomiti Srl che ha illustrato le modalità di gestione dei rifiuti messe in atto dalla sua azienda. “L’introduzione di una raccolta porta a porta spinta e l’applicazione della tariffa puntuale sono alla base dei risultati eccellenti raggiunti nelle città di Rovereto e Trento. Le esperienze di Dolomiti Ambiente e di Asa Tivoli, tra diversità e somiglianze, hanno portato a risultati virtuosi, che possono essere esempio per altri territori”. Subito dopo è intervenuto l’Amministratore Unico di Asa, Francesco Girardi, che ha raccontato la ‘rivoluzione verde’ operata da ASA nel corso degli ultimi 7 anni. “All’inizio è stato complicato far cambiare la mentalità ai cittadini, ma poco dopo la soddisfazione è stata vedere che loro stessi sono diventati protagonisti di un cambiamento che ha visto la città cambiare volto. Dai 1500 cassonetti dislocati su tutto il territorio siamo passati ad una raccolta taylor made, che cambia a seconda della morfologia del territorio e della popolosità del singolo quartiere. Una gestione efficiente che ha dato risultati eccellenti in termini di raccolta – passata dal 9% al 78% con picchi dell’81% nei mesi estivi. E per quanto riguarda la riduzione della produzione dei rifiuti un primato nazionale pari a 415 kg pro capite. Tanti i nuovi e prossimi posti di lavoro creati: tra poco ci sarà il terzo concorso indetto sotto la mia amministrazione, verranno assunti 16 nuovi operatori ecologici a tempo indeterminato, dimostrando come il nostro motto “Economia €’ Ecologia” risulti sempre più vero”.

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